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Gaumard 科玛模拟人在米兰仁爱大学医学模拟培训中心

分类:
活动讯息
2017/11/24
【摘要】:
Gaumard科玛模拟人在米兰仁爱大学医学模拟培训中心 意大利米兰仁爱大学医学院,全新设置了2000平方米的培训中心利用模拟手术室与模拟医院,给予医学生各种临床案例的培训。

Gaumard 科玛模拟人在米兰仁爱大学医学模拟培训中心

 

意大利米兰仁爱大学医学院,全新设置了2000平方米的培训中心

 

利用模拟手术室与模拟医院,给予医学生各种临床案例的培训。在培训中心的课程,学生被允许犯错与练习,等到面临真正的病人时,他们能够做好准备,应对棘手的案例。

 

而除了一般临床案例培训外,校方也利用此培训中心训练极端特殊的状况,例如:伊波拉病毒传染。透过这些极端罕见的高危案例训练,学生与临床医师能学习辨认症状,在第一时间正确反应与处置。

 

除了最新的高端模拟人外,学校也配置了多种数字化学习的资源。使得米兰仁爱大学医学模拟培训中心成为意大利最新最高端的医学培训中心。

 

Una sala operatoria simulata (con tanto di manichini)

per insegnare ai chirurghi di domani

All’Humanitas University gli studenti usano dei manichini per simulare la sala operatoria.

In un contesto in cui lo studio è sempre più digitale

https://www.wired.it/attualita/tech/2017/11/23/humanitas-manichini-chirurghi/

di Riccardo Saporiti

Data journalist

23 NOV, 2017

Humanitas1

Chiamarli manichini è riduttivo. Riproducono fedelmente il corpo umano e possono essere programmati per presentare delle complicazioni operatorie. In questo modo, permettono agli studenti dell’Humanitas University di imparare a gestire gli imprevisti che potranno trovarsi ad affrontare una volta diventati chirurgi.

E sono il fiore all’occhiello del Simulation Center, 2mila metri quadrati all’interno del campus appena inaugurato a sud di Milano. “Le attività simulate, in medicina, si svolgono da decenni”, ha sottolineato il rettore Marco Montorsi durante la presentazione alla stampa, “ma la tecnologia ci permette di ripetere l’operazione in un ambiente sicuro finché gli studenti non hanno appreso le diverse manovre”.

Gli studenti imparano all’interno di una sala operatoria. Dove si trovano due aspiranti chirurghi, uno studente anestesista e un iscritto alla scuola di infermieristica. Sul lettino uno di questi manichini. Nella stanza accanto, separata da un vetro, stanno i tutor.

Che possono simulare diversi tipi di situazione di crisi: dall’emorragia all’arresto cardiaco, passando anche per situazioni non legate alla salute del paziente ma ugualmente pericolose. Come la sospensione dell’erogazione dell’ossigeno. O la corrente che salta. Circostanza inverosimile nei Paesi industrializzati, più probabile in quelli in via di sviluppo. “Gli studenti devono innanzitutto accorgersi del problema. Quindi intervenire per porvi rimedio”, ha sottolineato Federico Lorenzo Barra, anestesista rianimatore all’Humanitas.

“Inizialmente”, ha proseguito, “presentiamo ai ragazzi un contesto familiare. Quindi accade un imprevisto”. Gli studenti sono lasciati a loro stessi all’interno della sala operatoria simulata. Ogni loro mossa viene ripresa e, al termine, c’è una seduta di debriefing durante la quale vengono illustrati gli eventuali errori commessi. Che avrebbero potuto rivelarsi letali per un paziente vero, ma in questo caso permettono agli studenti di fare pratica.

Ancora, “la simulazione ci permette di confrontarci con patologie non presenti tra i pazienti dell’ospedale”. Ad esempio, ha indicato Barra, l’ebola. Ma se disgraziatamente l’infezione dovesse arrivare a queste latitudini, gli studenti dell’Humanitas University saprebbero riconoscere la malattia. Ed intervenire di conseguenza. Tanto che anche i professionisti utilizzano le sale del Simulation center per aggiornarsi.

Humanitas2


Non è tutto. Altri macchinari consentono agli studenti di fare pratica con gli strumenti laparoscopici. Mentre alcuni manichini simulano diversi tipi di respiro e di battito cardiaco, sfidando i medici di domani ad effettuare la diagnosi corretta. E anche l’anatomia non viene più studiata sugli atlanti o sui modelli. Un software permette infatti di visualizzare il corpo umano in 3D, evidenziando o nascondendo, a seconda delle necessità, tessuti ed organi.

Il tutto all’interno di un istituto universitario in cui la tecnologia ha un ruolo centrale. La domotica nelle aule muove le tende in base alla quantità di luce che arriva dall’esterno. E regola le lampade in base all’attività che si deve svolgere, ad esempio la proiezione di un video. Di più: all’interno della biblioteca sono davvero pochi gli scaffali che ospitano i libri. “Abbiamo però una library digitale con più di 7mila volumi. Gli studenti hanno accesso a questi testi, oltre ad una serie di articoli”, ha spiegato Antonino Marsala, responsabile sistemi informativi dell’ateneo.

In un contesto sempre più mobile: “il 65% del traffico generato dai portali dell’università arriva da questi device”. E del resto da studenti che usano dei manichini per imparare le tecniche chirurgiche, c’era da aspettarsi che preferissero studiare su un tablet invece che sulla carta.